UN SABATO A DUE FACCE (di Luca Salomoni)


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23 gennaio 2016, quarta ed ultima giornata del girone di andata per lo Scampionato Corv, che vede i nostri Old Ruggers in territorio padovano presso gli impianti del Cus Padova ospitati, assieme al S.Petersfield, dagli AmaTori in veste di padroni di casa.

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I Ruggers fanno i conti con il solito problema delle poche presenze in trasferta, venti i giocatori che rispondono all’appello ma tra questi anche molti novizi e ben pochi uomini di mischia.
Freddo, strano… a due facce. Si, forse così potremmo riassumere questo sabato pomeriggio.

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Si era capito fin dal primo minuto che le cose sarebbero andate in modo diverso a quello che gli Old Ruggers speravano. Inauguriamo il raggruppamento giocando contro il S.Petersfield, this is the way how CampoSanPiero call themself; prima azione, calciamo e recuperiamo subito la palla, siamo nei loro 22, Ettore, oggi primo centro, apre per Bettis, secondo centro, lui entra, va a contatto con la sua solita forza, rompe il primo placcaggio, un secondo difensore lo placca, lui ha la forza di rimanere in piedi, divincolarsi, girarsi ed aprire la palla al suo compagno ma il suo piede decide di non seguire il movimento del corpo e rimane saldo al terreno, il ginocchio ne fa le conseguenze provocando una smorfia intesa di dolore nella faccia di Luca a terra. Tutto si ferma, li medico accorre e dopo 10 minuti rialziamo l’infortunato dal freddo terreno per portarlo a sedersi in panchina con una vistosa fasciatura al ginocchio; alla fine forse una brutta distorsione e nulla di seriamente compromesso. Non un buon inizio … il gioco riprende, il terreno è abbastanza viscido in superficie e ghiacciato sotto. Dopo pochi minuti il pacchetto di mischia decide di mettere subito in chiaro la situazione e dopo quattro pick&go nei loro 22 si forma una Maul irresistibile che porta Robi Borse a depositare l’ovale al centro dei loro pali. Da quel momento la partita è quasi sempre giocata all’interno della metà campo del S. Peterfield. Pur i nostri avversari dando il massimo, solo in poche occasioni si rendono pericolosi, ma sono pur sempre abili rugbisti ed impegnano molto la nostra difesa che è a ranghi ridotti. Alla fine il punteggio sarà di 3 a 0 per i Ruggers grazie a due incursioni della linea arretrata.

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Ricominciamo subito con gli AmaTori, che adeguatamente rinforzati da giocatori del Rovigo si presentano in campo sorprendentemente in grande numero. Forse la pausa troppo breve, forse il freddo, sicuramente l’assenza di cambi del nostro pacchetto di mischia e la bravura dei nostri avversari, fan capire fin da subito che l’aria è cambiata; sembra come un motore a cui hai provato a cambiare la carburazione e senti che non “suona” bene. I nostri passaggi non sono precisi, siamo in troppi nelle ruck, con difficoltà arginiamo i loro centri (per l’onor di cronaca bisogna dire che il loro secondo centro potrebbe perfettamente giocare come pilone vista la mole), perdiamo palle che dovrebbero essere sicure, siamo stanchi e non ci arriva abbastanza ossigeno al cervello. Siamo cambiati, la squadra è cambiata e la seconda faccia si è presentata al pubblico. Loro sono bravi, esperti, precisi nei passaggi e nelle posizioni, quasi tutti oltre i 50, quasi tutti corrono poco ma sanno perfettamente come usare quei tre quattro compagni giovani che corrono e ci bucano per ben due volte nei primi 15 minuti. Simone, il nostro capitano, continuamente cerca di riportare fiducia ed ordine nella squadra ed al 22° il Cene decide di rischiarire il buio del momento avverso con un raggio di sole, è quasi un attacco cardiaco; intercetto nei nostri 10 e lunga cavalcato sino alla loro area di meta con metà degli AmaTori che si affannano inutilmente a stargli dietro … ma Enrico non gioca pilone?… nonostante ciò la musica non cambia e per i pochi minuti che ci separano dalla fine della partita continuiamo a commettere sempre gli stessi errori pur dando il massimo in ogni azione, in ogni ruck, in ogni palla. Alla fine perdiamo 3 a 1 e dobbiamo fare gli onori ai nostri avversari per il loro gioco.

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Il conteggio a fine partita non è dei migliori, Bettis a parte molti sono gli infortunati più o meno lievi, e la fatica compiuta è chiaramente visibile negli occhi di tutti ed in particolare nei giocatori del pacchetto di mischia. Ma pure questo fa parte del gioco…

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C’è da disputare ancora un tempo con le gambe sotto alla tavola… e qui le facce improvvisamente cambiano ed a suon di pasta, formaggi, affettati, crostoli e buon vino la gioia si dipinge nel volto di tutti i presenti, degno finale di una giornata intensa.

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Nota importante è l’esordio del nostro Marco “Fart” Scolese che, dopo molto, ha deciso di buttarsi nel vero rugby old invece del touch. Probabilmente la palla l’ha vista come miraggio in un deserto, ma finché non darà sollievo alle gole secche di tutti gli Old Ruggers difficilmente vedrà oggetti ovali lì in fondo, agli estremi lati del campo da gioco.

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Cappello MdM (Man de M…a) assegnato e con estremo onore indossato dal sottoscritto nonostante la segnatura contro il S.Petersfield; abilità, la mia, diversamente compresa … d’altronde qualcuno doveva comunque indossarlo

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Un ringraziamento agli AmaTori per l’ospitalità con l’augurio che possa contare su una squadra sì numerosa e forte anche ai prossimi raggruppamenti dello Scampionato.

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